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Trentino da leggere: tre libri ambientati tra le Dolomiti

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Oggi ti proponiamo una selezione di romanzi ambientati in Trentino e tra le Dolomiti: Bellamonte si tinge di giallo, una coppia sale sulla cima del Latemar per superare la perdita di un figlio, le lettere di due innamorati raccontano la terza guerra d'indipendenza dall'altro lato del fronte e un paese immaginario fa da sfondo a un thriller. Il piacere della lettura non va in vacanza. 

Anche in inverno non mancano le occasioni per rilassarsi sfogliando un romanzo: tra una sciata e l'altra, all'esterno di un rifugio, sotto il piumone, mentre fuori nevica o in un centro benessere, dopo una sauna rigenerante. Perché non calarsi ancora di più nell'ambiente circostante leggendo libri ambientati proprio tra le montagne trentine? Abbiamo selezionato alcune proposte, scegliendo generi e ambientazioni differenti. Buona lettura! 

"Apri gli occhi" di Matteo Righetto

Luigi e Francesca sono stati sposati a lungo, si sono amati profondamente, hanno condiviso tutto, ma poi si sono lentamente allontanati fino a divorziare. Dopo qualche anno si ritrovano per affrontare insieme un'escursione sul Latemar, che non è soltanto una salita impegnativa su una cima, ma è soprattutto un viaggio personale e di coppia per rielaborare una tragedia che li ha segnati per sempre.

La montagna maestosa, bellissima, immobile ma sempre diversa, diventa la metafora di un cammino interiore difficile quanto necessario. L'autore, Matteo Righetto, riesce a descrivere le Dolomiti con parole che sembrano pennellate, lasciando al lettore brevi capitoli come quadri dai colori molto vividi.

Un romanzo che è una storia d'amore ma non nel senso romantico del termine: è l'amore, travolgente ma non eterno, tra un uomo e una donna. È l'amore dei genitori per i figli, non scontato e non sempre manifestato nel modo giusto; è l'amore per la montagna, luogo del silenzio, della contemplazione, della riflessione. 

"Apri gli occhi", uscito a gennaio 2016, ha ricevuto molte recensioni positive dalla critica, con menzioni ufficiali dalla giuria del Premio Campiello e del Premio Mario Rigoni Stern. Il penultimo romanzo di Righetti, "La pelle dell'orso", ambientato nelle Dolomiti bellunesi, è da poco diventato un film con Marco Paolini.

"La pelle dell'orso" racconta la storia di un ragazzino che parte alla caccia di un gigantesco orso insieme al padre burbero e severo. Un'avventura che, anche in questo caso, è un viaggio interiore, di cui il bosco è metafora. "Di montagna si parla solo nei libri di guerra o in quelli che raccontano imprese d'alta quota: raramente la si trova in un romanzo, mentre credo che sia un'ambientazione piena di significato che andrebbe rivalutata", dice Righetto, che alla montagna ha dedicato un altro libro "L'anima della frontiera", uscito nei primi mesi del 2017.

"Lazzaro, vieni fuori" di Andrea G. Pinketts

Bellamonte perde la sua connotazione fiabesca e diventa teatro dell'omicidio di un bambino. Sulle tracce dell'assassino si cimenta anche un investigatore improvvisato, Lazzaro Sant'Andrea, che è tornato nella frazione di Predazzo dopo dieci anni. Qui, infatti, aveva trascorso per molti anni i mesi estivi.

Prima di accettare un lavoro serio e fisso a Milano, il protagonista decide di salutare la sua infanzia e adolescenza tornando nel luogo di cui conserva tanti piacevoli ricordi. Il ritorno non è però come se lo era aspettato.

Un giallo che ha comunque i contorni di una fiaba: con fate, nani e giganti a popolare il romanzo. Un libro che fa ridere, emoziona e tiene alta la tensione. Bellamonte non è uno sfondo anonimo, ma è altrettanto protagonista degli eventi, tra sentieri nel bosco, baite alpine, alberghi e scorci isolati. Ai dettagli inventati dallo scrittore si aggiungono molte descrizioni reali, che permettono al lettore di immedesimarsi nella storia fino a crederla possibile e reale.

Pinketts condisce poi il tutto con molto humor: un'ironia costante in tutte le pagine, spesso nera, a volte triste. "Lazzaro, vieni fuori", uscito per la prima volta nel 1992, è stato il primo romanzo di Pinketts: un esordio di successo che ha lanciato la sua carriera di scrittore. 

"Amore mio, uccidi Garibaldi" di Isabella Bossi Fedrigotti

Una storia d'amore, in gran parte raccontata in forma epistolare, che ha come sfondo un pezzo di storia del Trentino Alto Adige poco conosciuto e soprattutto raccontato la maggior parte delle volte dalla prospettiva italiana.

Quella che sui libri di storia viene chiamata terza guerra d'indipendenza, in questo libro di Isabella Bossi Fedrigotti (pubblicato per la prima volta nel 1980), è narrata da un altro punto di vista: la "paura" di dover lasciare l'impero austroungarico per passare all'Italia.

Il romanzo ha come protagonisti i bisnonni dell'autrice, la ricca boema Leopoldina Lobkowitz e il conte Fedrigo Fedrigotti, nobile trentino con scarse risorse economiche partito volontario per sconfiggere Garibaldi, descritto come un bandito in camicia rossa. Dalle lettere d'amore tra i due coniugi emerge la tenerezza del loro rapporto, ma anche la storia dell'epoca.

Un modo leggero e coinvolgente di conoscere il passato del Trentino Alto Adige, con un tocco di romanticismo. Un libro che non ha pretese di completezza o esattezza storica, ma che rappresenta comunque, attraverso le lettere riscritte dall'autrice e adattate alle necessità narrative, un quadro della società di fine Ottocento, di una generazione che non riuscì a sopravvivere abbastanza da vedere la bandiera italiana sventolare, dal 1918, su Trento e Bolzano. Oggi che il Trentino Alto Adige è la frontiera settentrionale dell'Italia, è curioso riscoprire quando questa terra era considerata l'estremo sud dell'impero. 

"XY" di Sandro Veronesi

 Dall'autore di "Caos Calmo", vincitore del Premio Strega nel 2006, un thriller con molti risvolti psicologici ambientato in un paese immaginario del Trentino: un borgo isolato, con poche decine di abitanti, difficile da raggiungere.

Qui ha luogo una strage inimmaginabile e inspiegabile: il ritrovamento di dieci cadaveri nel bosco e la sparizione di una bambina trascinano nella follia i residenti, riaprendo vecchie ferite (non solo in senso metaforico) e risvegliando sentimenti ed emozioni sopiti.

La storia viene narrata, a capitoli alterni, dal parroco del borgo, don Ermete, e da una giovane psichiatra, Giovanna Gassion, che lascia tutto per salire al paesino per aiutare gli abitanti a superare il trauma. Le loro sono le voci della fede e della scienza, le due coordinate x e y che danno origine al titolo.

Un romanzo incalzante, che lascia aperte molte domande ed è lo spunto per riflessioni sul Bene e sul Male, sulla colpa e sul castigo.

In "XY" il Trentino, rispetto agli altri titoli proposti, è meno protagonista e soprattutto meno reale: resta comunque una presenza costante sullo sfondo dell'intera vicenda narrata da Sandro Veronesi, che immagina un Trentino cupo e inquietante. 

Ora non ti resta che fare un salto in libreria e organizzare la tua vacanza tra le montagne trentine, per vivere il tuo romanzo preferito tra quelli che ti abbiamo proposto nei luoghi che lo hanno ispirato.
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