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Il "Sentiero della pace" che attraversa il Trentino

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A cent'anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale è possibile ripercorrere i luoghi che hanno visto scontrarsi l'esercito italiano e quello austro-ungarico. Lungo la linea del fronte, si possono visitare trincee, forti e strade militari. Ci sono molti itinerari a misura di famiglia, che permettono di ripercorrere la storia, ammirando allo stesso tempo scorci e paesaggi mozzafiato.

Segni della guerra mondiale come simboli di pace

Nel silenzio dei pascoli, tra prati e boschi curati e puliti, di fronte a un paesaggio capace di meravigliare ad ogni passo, risulta difficile pensare che 100 anni fa sulle montagne del Trentino si combatteva. Qui passava, infatti, la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale. Qui gli eserciti italiano e austro-ungarico si sono confrontati non solo tra di loro, ma anche con il freddo, la neve, il disagio e la fatica della montagna.

Sulla linea del fronte, oggi, sono ricresciuti i fiori, ma i segni lasciati dall'uomo un secolo fa non sono scomparsi. Anzi, la Provincia Autonoma di Trento ha deciso di valorizzarli, di custodirli, di farne strumento di memoria. E il senso della memoria va trovato nel futuro.

Ecco perché in Trentino i cammini che ripercorrono la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale sono riuniti sotto il nome di "Sentiero della Pace". Oltre 500 km che collegano il Passo dello Stelvio alla Marmolada, raggiungendo ghiacciai e scendendo nei fondovalle. Un'ampia rete di sentieri che permette di visitare forti, trincee, strade militari e capisaldi, realizzati dagli eserciti italiano e austro-ungarico tra il 1915 e il 1918. Un modo per camminare attraverso la storia, per avvicinare, nella sicurezza della pace, anche i più piccoli a un capitolo tragico del Novecento. 

Foto: A. Zandonai - APT Alpe Cimbra

Le passeggiate della memoria nelle valli trentine

Negli ultimi anni molte opere fortificate sono state ripulite e ristrutturate, alcune rese accessibili ai visitatori. A guidare l'escursionista lungo questi percorsi un'apposita segnaletica, indicata da una colomba. Il Sentiero della Pace è suddiviso in più tratti, percorribili separatamente. Sono presenti percorsi impegnativi, ma anche molte escursioni semplici. Pochi chilometri con un dislivello ridotto, così da essere accessibili anche ai piccoli escursionisti.

Come il sentiero per Forte Dossaccio, realizzato alla fine dell'800 dall'esercito austro-ungarico in posizione strategica per controllare tutta la valle del Travignolo e la strada che da passo Rolle scendeva verso Predazzo. Piacevole e facile la passeggiata per raggiungerlo (partenza da Paneveggio): un grande prato di fronte al forte è perfetto per un picnic estivo con una vista meravigliosa su Pale di San Martino e Catena del Lagorai.

Pochi chilometri prima del Passo San Pellegrino si possono visitare, invece, le trincee dello "Sbarramento di Fango", realizzate dai comandi austriaci come seconda linea di resistenza. Un'escursione breve e adatta a tutti in mezzo al bosco: un percorso ad anello permette di vedere trincee, fondamenta di baracche, una postazione per fucilieri con scudo metallico e feritoie e un rifugio anti-bombardamento scavato nel terreno. Proseguendo si possono vedere anche alcuni tratti di trincee di prima linea, una galleria scavata nella roccia (da percorrere con una torcia elettrica) e una postazione blindata per mitragliatrice.

Ideale per capire l'impatto che un conflitto può avere sul territorio è il percorso "Dalle storie alla Storia", un sentiero "emozionale" che dalla piazza di Luserna porta a Forte Campo, sull'Alpe Cimbra. Lungo il percorso sono state installate alcune sagome di metallo che danno voce a personaggi reali vissuti durante la Grande Guerra. La passeggiata ad anello richiede circa due ore e permette di raggiungere il Forte, costruito tra il 1908 e il 1912 e pesantemente bombardato nel maggio del 1915, e l'avamposto Oberwiesen, una postazione fortificata a controllo della zona sottostante.

Uno dei percorsi più spettacolari, ma più impegnativo rispetto ai precedenti, è quello che porta alla Forra del Lupo, un sistema di trincee realizzate dall'esercito austro-ungarico sul crinale della Martinella, tra il paese di Serrada e il Forte Dosso delle Somme. Il percorso di 5 chilometri è scavato tra pareti di roccia e permette di attraversare lunghi tratti di trincea, osservando feritoie e osservatori a strapiombo, guidati da pannelli illustrativi sulle principali vicende storiche e fotografie che permettono di notare i cambiamenti nel paesaggio. Per questo tratto è consigliato l'uso di casco protettivo. Si raggiungono poi località Caserme, dove sorgevano gli edifici che ospitavano la guarnigione e il Forte Dosso delle Somme, di cui oggi restano imponenti ruderi.

Al Forte si può arrivare anche da Fondo Piccolo. Chi volesse approfondire può programmare una visita al Museo Forte Belvedere-Gschwen di Lavarone, aperto all'interno di una delle più grandi fortezze della Prima Guerra Mondiale in Trentino. Il percorso è multimediale: suoni, animazioni, segnali luminosi rendono la visita più intensa. Le mura fredde, l'umidità, i suoni delle armi, le voci dei soldati permettono di sentire sulla propria pelle l'atrocità della guerra. E così dare un senso alla pace. 

(Testi tratti dalla rivista Dolomiti Emotions)

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